L'essenziale
- 1DIAVAG dispone di profili di rilevazione per veicoli, rimorchi, macchinari da costruzione e imbarcazioni; non esiste un profilo proprio per le due ruote e la motocicletta viene rilevata nel profilo veicoli.
- 2La profondità minima legale del battistrada di 1,6 millimetri vale per la motocicletta; per ciclomotori e motoleggere è sufficiente 1 millimetro secondo il § 36 comma 3 StVZO.
- 3Per i motocicli il termine della revisione periodica è di 24 mesi, senza il termine iniziale prolungato noto per le autovetture di nuova immatricolazione.
- 4I campi non applicabili vanno contrassegnati con una motivazione, non lasciati vuoti; un campo vuoto si legge in seguito come una lacuna nella rilevazione.
Chi esamina una motocicletta lavora in un profilo di rilevazione concepito per un veicolo a quattro ruote con carrozzeria. Gran parte dei campi si trasferisce immutata, una parte minore misura sul veicolo a due ruote qualcosa di diverso, e alcuni non portano a nulla. La distinzione va nella perizia, non nella discrezionalità silenziosa di chi rileva.
Nessun profilo di rilevazione proprio per il veicolo a due ruote
Per la valutazione di una motocicletta vale in DIAVAG un presupposto che dovrebbe stare all'inizio di ogni incarico: non esiste un profilo di rilevazione proprio per i veicoli a due ruote. La piattaforma dispone di profili per veicoli, rimorchi, macchinari da costruzione e imbarcazioni. Una motocicletta viene rilevata nel profilo veicoli, e questa è una decisione consapevole del perito, non un'assegnazione automatica.
È praticabile perché una parte considerevole dei campi si trasferisce immutata. È però tecnicamente corretto solo se il perito sa quali campi cambiano significato sul veicolo a due ruote e quali non sono affatto applicabili. Un profilo concepito per un veicolo a quattro ruote con carrozzeria pone a una motocicletta domande che o devono ricevere risposta diversa o non portano a nulla.
Il procedimento solido consta perciò di tre passi: adottare ciò che vale immutato; reinterpretare ciò che sul veicolo a due ruote ha un altro significato; e annotare espressamente ciò che non è applicabile. Il terzo passo è quello che più spesso viene omesso. Un campo lasciato vuoto appare mesi dopo come un campo dimenticato, non come un accertamento motivato.
Che cosa si trasferisce immutato
I dati identificativi e anagrafici del profilo veicoli valgono sulla motocicletta senza limitazioni. Il numero di telaio ha diciassette caratteri ed è riportato nel libretto di circolazione; sul mezzo è di regola punzonato sul cannotto di sterzo e va verificato lì, non copiato dai documenti. Prima immatricolazione, chilometraggio, targa, numero di precedenti proprietari e la validità della revisione periodica sono trasferibili in modo altrettanto diretto quanto il voto di stato complessivo e i campi di valore.
Nella revisione periodica esiste tuttavia una differenza che incide sulla pianificazione delle scadenze e sulla valutazione. Secondo l'allegato VIII della StVZO il termine per i motocicli è di 24 mesi. Il termine iniziale prolungato noto per le autovetture di nuova immatricolazione qui non esiste: la prima revisione scade già 24 mesi dopo la prima immatricolazione. Chi trasferisce senza verifica la sistematica dell'autovettura data la scadenza con un anno di errore.
- Leggere il numero di telaio sul cannotto di sterzo e confrontarlo con il libretto di circolazione
- Rilevare prima immatricolazione, chilometraggio, targa e numero di precedenti proprietari immutati come nel profilo veicoli
- Determinare la scadenza della revisione secondo il termine di 24 mesi per i motocicli, senza termine iniziale prolungato
- Mantenere immutati il voto di stato complessivo e i campi di valore, ma derivarli da accertamenti propri del veicolo a due ruote
Pneumatici: stessi campi, limiti diversi
Il profilo veicoli contiene due campi per gli pneumatici: la profondità minima misurata del battistrada e l'età dello pneumatico tramite il codice di data impresso. Entrambi i campi valgono sulla motocicletta, ma il valore atteso memorizzato non è lo stesso per ogni veicolo a due ruote.
Il § 36 comma 3 StVZO richiede che il battistrada principale presenti su tutta la circonferenza una profondità di almeno 1,6 millimetri. Per battistrada principale si intendono le scanalature larghe nella zona centrale della superficie di rotolamento, che occupa circa tre quarti della sua larghezza. Per biciclette con motore ausiliario, ciclomotori e motoleggere è però sufficiente, secondo la stessa norma, una profondità di almeno 1 millimetro. Una motoleggera è, ai sensi del § 2 numero 10 del regolamento sull'immatricolazione dei veicoli, un motociclo con una potenza nominale non superiore a 11 chilowatt e, in caso di motore a combustione, una cilindrata superiore a 50 e non superiore a 125 centimetri cubici. L'indicazione di 1,6 millimetri memorizzata nel profilo veicoli vale quindi per la motocicletta di piena taglia, ma non per la classe 125.
Vi si aggiunge una peculiarità nella distribuzione dell'usura. Uno pneumatico da motocicletta si usura sulla superficie di rotolamento in modo diverso da uno per autovettura: chi viaggia prevalentemente in rettilineo consuma il centro e lascia intatte le spalle. La definizione legale del battistrada principale mira proprio a quella zona centrale. Un unico valore misurato per ruota rappresenta perciò lo stato in modo insufficiente; centro e spalla vanno rilevati separatamente e il valore più sfavorevole riportato nel campo.
Per l'età dello pneumatico vale la marcatura secondo la ECE-R30. Dall'anno 2000 il codice di data è a quattro cifre e indica la settimana di produzione e l'anno di fabbricazione; prima era a tre cifre. L'età va valutata indipendentemente dalla profondità residua del battistrada e documentata separatamente.
Campi che sul veicolo a due ruote cambiano significato
Tre campi del profilo veicoli sono applicabili alla motocicletta, ma vi misurano qualcosa di diverso rispetto all'autovettura. Se vengono compilati immutati, ne nasce un accertamento formalmente completo che sul piano tecnico induce in errore.
Lo spessore dello strato di vernice è l'esempio più chiaro. Viene misurato per induzione magnetica o a correnti parassite e presuppone un substrato metallico. Sulla motocicletta si tratta essenzialmente del serbatoio e, a seconda della costruzione, del codone. Le carenature in plastica non forniscono un valore comparabile, e un telaio verniciato a polvere non è ragionevolmente confrontabile con i valori attesi di una verniciatura di carrozzeria. Si misura perciò dove il metodo regge, e nella perizia si indica su quali elementi si è misurato e su quali no.
La corrosione si sposta dalla lamiera ai tubi del telaio, ai cordoni di saldatura, all'impianto di scarico e ai raggi. Sulla motocicletta il telaio è elemento portante e al contempo visibile; una perforazione su un tubo del telaio è un accertamento diverso dalla ruggine superficiale su una fascetta di scarico, e perciò la distinzione del profilo tra assenza di corrosione, ruggine superficiale e passante va operata per ciascun punto rilevato.
Il campo delle tracce visibili di sinistro diventa sul veicolo a due ruote una verifica di caduta. Sono significativi le estremità del manubrio, le pedane, le leve di freno e frizione, i bordi del serbatoio, i coperchi motore e gli attacchi degli specchietti; steli forcella piegati e una ruota anteriore fuori allineamento indicano un urto frontale. Queste caratteristiche vanno nominate singolarmente e non riassunte in un campo sì o no.
Campi che non si trasferiscono
Quattro campi del profilo veicoli non sono ragionevolmente compilabili su una motocicletta. Non vanno lasciati vuoti, ma corredati di una motivazione, affinché la perizia non appaia in seguito come una rilevazione incompleta.
| Campo del profilo veicoli | Situazione sul veicolo a due ruote | Trattamento raccomandato |
|---|---|---|
| Luci di accostamento | Non esiste carrozzeria con elementi applicati le cui fughe possano essere misurate | Contrassegnare come non applicabile; valutare l'allineamento tramite quello di telaio e forcella |
| Stato dell'abitacolo | Nessun abitacolo presente | Contrassegnare come non applicabile; trattare sella, manopole e comandi come accertamenti propri |
| Memoria errori OBD2 | Non è presupposta un'interfaccia diagnostica standardizzata nel senso dell'autovettura | Registrare come non leggibile indicando il motivo, salvo che si usi un accesso specifico del costruttore |
| Numero di chiavi | Formalmente trasferibile, ma privo della capacità informativa che ha sull'autovettura | Rilevare, ma non valutare nella perizia come indizio di stato |
Il punto sulla diagnostica di bordo merita una precisazione, perché viene spesso generalizzato in modo errato. L'articolo 21 del regolamento (UE) n. 168/2013 relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli disciplina i requisiti dei sistemi diagnostici di bordo per i veicoli della categoria L. La prima fase OBD rileva essenzialmente guasti elettrici quali cortocircuito, interruzione di cavo o guasto di sensore; la seconda fase richiede in aggiunta un monitoraggio funzionale. Le date di applicazione risultano dall'allegato IV del regolamento. Per la pratica ciò significa: una motocicletta più vecchia può non avere alcuna interfaccia diagnostica, una più recente averne una il cui accesso e la cui portata differiscono dalla sistematica dell'autovettura. L'indicazione generica nessuna voce è inesatta in entrambi i casi.
Accertamenti propri del veicolo a due ruote senza campo dedicato
Alcune delle caratteristiche determinanti per il valore di una motocicletta non hanno corrispondenza nel profilo veicoli. Non decadono perciò, ma vengono trattate come campi aggiunti o nel testo degli accertamenti. Il profilo consente tale integrazione; decisivo è che ogni accertamento rechi la propria origine, ossia se si fondi su misurazione, verifica visiva o dichiarazione del committente.
- Trasmissione: usura di catena, pignone e corona, tensione e allineamento della catena e, con trasmissione cardanica, tenuta del gruppo finale
- Avantreno: steli forcella per rigature e corrosione, paraoli per trafilamenti d'olio, cuscinetto di sterzo per gioco e punti d'arresto
- Freni: misurare i dischi rispetto allo spessore minimo indicato sul disco stesso, valutare separatamente pastiglie e liquido freni
- Ruote: nelle ruote a raggi, tensione dei raggi ed eccentricità del cerchio; nelle ruote in lega, cricche nella zona di raccordo delle razze
- Motore e scarico: tenuta, originalità dell'impianto e modifiche omologate confrontate con il libretto di circolazione
Nelle modifiche omologate il confronto con i documenti del veicolo è particolarmente proficuo. Uno scarico installato successivamente o una modifica del manubrio può essere omologata o meno, e la differenza è rilevante per la valutazione. Il perito accerta che cosa è montato e che cosa risulta dai documenti; la valutazione di tale differenza è un giudizio tecnico e va contrassegnata come tale.
Documentare ciò che il profilo non chiede
Una perizia su motocicletta nata nel profilo veicoli diventa solida quando la perizia stessa nomina lo scostamento. Vi rientra un breve paragrafo che dia atto che la rilevazione è avvenuta nel profilo veicoli, quali campi siano stati trattati come non applicabili e quali accertamenti propri del veicolo a due ruote siano stati aggiunti. Non è una debolezza della perizia, bensì la disclosure del metodo, e toglie fondamento a una successiva contestazione.
Anche qui il voto di stato complessivo viene derivato e non assegnato. Deve risultare dai singoli accertamenti rilevati, e questi devono comprendere le voci proprie del veicolo a due ruote. Un voto fondato su una rilevazione in cui non compaiono catena, forcella e dischi freno descrive un veicolo che non è stato esaminato. Il principio è lo stesso di qualsiasi altro asset: nessun valore senza fonte.
DIAVAG è una piattaforma software per periti. Non impiega periti propri e non redige perizie; mette a disposizione la rilevazione, la bozza e la consegna con il marchio proprio del perito. Quale classe di asset sia corretta per un incarico, quali campi siano applicabili e come vadano valutati gli accertamenti lo decide il perito che firma. Per i requisiti di una perizia valida in giudizio il segmento di veicolo non cambia nulla.
Domande frequenti
- DIAVAG dispone di un profilo di rilevazione proprio per le motociclette?
- No. La piattaforma dispone di profili di rilevazione per veicoli, rimorchi, macchinari da costruzione e imbarcazioni. Una motocicletta viene rilevata nel profilo veicoli. È praticabile, ma richiede che il perito conosca i campi non trasferibili e li contrassegni come tali nella perizia.
- Quale profondità minima del battistrada vale per gli pneumatici da motocicletta?
- Secondo il § 36 comma 3 StVZO il battistrada principale deve presentare almeno 1,6 millimetri su tutta la circonferenza. Per biciclette con motore ausiliario, ciclomotori e motoleggere è sufficiente 1 millimetro. Ai sensi del § 2 numero 10 FZV una motoleggera è limitata a 11 chilowatt di potenza nominale e 125 centimetri cubici di cilindrata.
- Ogni quanto una motocicletta deve essere sottoposta a revisione periodica?
- Ogni 24 mesi secondo l'allegato VIII della StVZO. A differenza dell'autovettura di nuova immatricolazione non esiste un termine prolungato per la prima revisione; essa scade già due anni dopo la prima immatricolazione.
- È possibile leggere una memoria errori OBD2 su una motocicletta?
- Non in modo generalizzato. L'articolo 21 del regolamento (UE) n. 168/2013 disciplina la diagnostica di bordo per i veicoli della categoria L in due fasi, le cui date di applicazione risultano dall'allegato IV. Le macchine più vecchie possono non avere interfaccia, quelle più recenti averne una il cui accesso differisce dalla sistematica dell'autovettura. Il campo va registrato come non leggibile indicando il motivo.
- Lo spessore della vernice è significativo su una motocicletta?
- Solo su elementi metallici, essenzialmente il serbatoio e, a seconda della costruzione, il codone. Le carenature in plastica non forniscono un valore comparabile, e un telaio verniciato a polvere non è ragionevolmente confrontabile con i valori attesi di una verniciatura di carrozzeria. Nella perizia va indicato su quali elementi si è misurato.
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